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La legge n. 89/2011 (c.d. legge Pinto) consente di chiedere una equa riparazione per il danno patrimoniale subìto in conseguenza della violazione dell'art.6, paragrafo 1, della Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà fondamentali (CEDU), che riconosce ad ogni persona il diritto a vedere la sue cause esaminate e decise entro un termine ragionevole.
La domanda si propone, ex art. 11 c.p.p., con ricorso al giudice competente per materia, che ha sede nel capoluogo del distretto di Corte d'Appello determinato dalla legge. La Corte d'Appello deve decidere entro 4 mesi. Con l'azione può essere richiesto il risarcimento sia dei danni patrimoniali che di quelli non patrimoniali (art. 2056 c.c.).



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