Home - News - Sentenze incidenti stradali

   In tema di circolazione stradale, si segnalano recenti ed interessanti sentenze  della Corte di Cassazione. In particolare, con sentenza n. 22135 del 1° giugno 2011, la S.C. ha sfatato gli antichi brocardi secondo cui "chi va piano va sano e va lontano" e "chi tampona ha sempre torto": si tratta di regole che ammettono eccezioni. La pronuncia de qua è intervenuta in relazione al caso di un motociclista, che procedeva in autostrada ad andatura troppo bassa - vale a dire molto ridotta rispetto ai limiti di velocità - tamponato ed ucciso da un automobilista che tentava di sorpassarlo, al quale, peraltro, si contestava di non aver mantenuto un'adeguata distanza di sicurezza e di non aver tenuto conto delle asperità del manto stradale, interessato, al momento del fatto, da lavori di manutenzione. Ad avviso della Cassazione, la ridottissima velocità del motociclista è stata una delle cause del sinistro; a suo carico è stato, perciò, riconosciuto il concorso di colpa.
   Sempre il 1° giugno 2011, con sentenza n. 22165, la Corte di Cassazione ha statuito che, a prescindere dall'esistenza o meno di colpe oggettive del personale sanitario chiamato a prestare le necessarie cure mediche a persona rimasta ferita in un incidente stradale ad essa non addebitabile in alcun modo, tali colpe non scagionano il pirata della strada dall'accusa di omicidio colposo. La pronuncia in parola ha deciso il caso di un incidente frontale tra l'auto condotta da un extracomunitario, responsabile di un sorpasso effettuato in un tratto di strada a striscia continua, e quella che trasportava tre donne; una di queste viene sottoposta a particolari cure mediche salvavita, ma, nonostante ciò, anche per la verificata incuria dei medici e del personale sanitario, non riesce a sopravvivere e muore per un'embolia.



Richiedi subito informazioni