Home - News - Malasanità  errore medico

   In tema di responsabilità medica, si segnala la sentenza dello scorso 19 gennaio, emessa dal giudice monocratico della sezione distaccata di Pontassieve del Tribunale di Firenze, chiamato a giudicare la responsabilità di tre medici, coinvolti in una triste vicenda  di malasanità, avente come protagonista una bambina; quest'ultima era deceduta il 30/04/2008 per setticemia in conseguenza di un'appendicite, non diagnosticata tempestivamente e degenerata in peritonite.
   Nel caso di specie, i tre sanitari (la dottoressa che sostituiva la pediatra della bambina e due guardie mediche) avevano formulato un'errata diagnosi circa la sintomatologia riferita dai genitori della minorenne, così determinando un fatale ritardo nell'apprestamento dei necessari ed opportuni trattamenti terapeutici. Più precisamente, quella che era stata diagnosticata come banale influenza si era, poi, rivelata essere una peritonite, ormai non più fronteggiabile all'atto del ricovero ospedaliero.
Il giudice investito del caso ha escluso la responsabilità dellla prima guardia medica, contattata solo telefonicamente, mentre ha condannato a 8 mesi e 1 anno rispettivamente la guardia medica che vide personalmente la bambina e la sostituta della pediatra della piccola.
L'aspetto più interessante della sentenza de qua riguarda, tuttavia, il profilo risarcitorio: il Tribunale di Firenze ha, infatti, riconosciuto una responsabilità civile anche a carico della pediatra di famiglia, che, quando la bambina si sentì male, si trovava all'estero in ferie. La pronuncia - con la quale è stato fissato un risarcimento altissimo a favore dei familiari della bambina (quasi 3 milioni di Euro) - ha, in sostanza, statuito che, unitamente alla responsabilità diretta e soggettiva del medico sostituto, bisogna affermare il principio dellla responsabilità oggettiva del medico sostituito, non accorto nella scelta del professionista da cui farsi sostituire. E' appena il caso di sottolineare che, con ciò, l'organo giudicante ha dato applicazione al più generale principio civilistico secondo cui chi si avvale di un altro per eseguire un'obbligazione risponde anche dell'operato di quest'ultimo; la pronuncia, peraltro, è stata - com'era da attendersi - vigorosamente contestata dall'Ordinde dei medici e odontoiatri nonché dalla Federazione dei medici di medicina generale.



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